5 casi in cui è meglio rifare la piscina piuttosto che adeguarla

Quando una piscina presenta un problema, la prima domanda è quasi sempre la stessa: “come posso sistemarlo?”

Ma non sempre è quella giusta da porsi.

Tra poter intervenire e risparmiare nel farlo c’è una grande differenza, soprattutto quando la piscina è stata realizzata molti anni fa e per risolvere una criticità è necessario intervenire anche su altre parti della vasca o dell’impianto.

Una riparazione può risolvere un problema. Due o tre adeguamenti possono però dirci che stiamo cercando di prolungare la vita di un progetto che oggi realizzeremmo in maniera completamente differente.

In questi casi, prima dell’ennesimo intervento, può essere utile valutare il completo rifacimento della piscina.

Vediamo quando.

1. Quando le criticità non riguardano più un solo elemento

Un componente danneggiato non rende necessariamente necessaria una ristrutturazione importante.

Il problema cambia dimensione quando una verifica fa emergere più criticità contemporaneamente, soprattutto se riguardano elementi collegati tra loro.

Pensiamo, ad esempio, a una piscina costruita diversi decenni fa nella quale emergano problemi che interessano contemporaneamente circolazione dell’acqua, aspirazione, tubazioni o altre parti dell’impianto.

Intervenire singolarmente è possibile, ma rischia di creare una successione di adeguamenti su un sistema che continua ad avere la stessa progettazione di partenza.

È una distinzione importante anche quando si parla di sicurezza. Nel tempo sono evoluti riferimenti tecnici e criteri progettuali relativi alle piscine, compresi quelli che riguardano circolazione e aspirazione dell’acqua.

Facciamo un esempio. Durante la verifica di una vecchia piscina emerge che una presa di fondo richiede un intervento. Analizzando il resto dell’impianto si scoprono però anche tubazioni datate, una distribuzione delle aspirazioni che oggi verrebbe progettata diversamente e un sistema di filtrazione prossimo alla sostituzione.

Possiamo intervenire soltanto sulla presa? In alcuni casi sì. Ma avremmo risolto un problema all’interno di un impianto che continua ad averne altri.

Una criticità isolata può quindi richiedere un intervento isolato. Più criticità che interessano lo stesso sistema dovrebbero invece farci interrogare sull’intero progetto.

2. Quando per adeguarla devi comunque “aprire” la piscina

Ci sono interventi apparentemente circoscritti che, nella pratica, richiedono opere molto più estese.

Per raggiungere determinate tubazioni o modificare parti dell’impianto può essere necessario rimuovere pavimentazioni, demolire alcune porzioni, intervenire sulla vasca e successivamente ripristinare impermeabilizzazione, rivestimenti e finiture.

A quel punto vale la pena fermarsi.

Immaginiamo una perdita in una tubazione interrata che corre sotto la pavimentazione perimetrale. Per sostituirla è necessario rimuovere parte della pavimentazione, raggiungere la tubazione e successivamente ricostruire quanto demolito.

Se durante l’intervento scopriamo che anche altre tubazioni della stessa età mostrano segni di deterioramento, limitarsi al tratto che oggi perde può significare richiudere tutto sapendo che, tra qualche anno, potremmo essere costretti a riaprire il cantiere pochi metri più in là.

Oppure pensiamo a un intervento che richieda di rimuovere il rivestimento della vasca e ripristinarne l’impermeabilizzazione. Se il rivestimento era già prossimo alla sostituzione e anche parte dell’impianto necessita di essere aggiornata, gran parte dell’invasività di un rifacimento è già presente nel lavoro che stiamo per affrontare.

Se per conservare la piscina esistente dobbiamo comunque affrontare una parte importante delle opere necessarie per rifarla, quanto stiamo realmente risparmiando mantenendo il vecchio progetto?

È un confronto che dovrebbe essere fatto prima dell’inizio del cantiere, non quando una parte significativa della piscina è già stata demolita.

3. Quando il problema è il modo in cui la piscina è stata progettata

Pompe, filtri, griglie e altri componenti possono essere sostituiti.

Un progetto, invece, non si cambia altrettanto facilmente.

Ed è qui che emerge una delle differenze principali tra adeguare e rifare una piscina.

Una piscina costruita molti anni fa è figlia delle tecnologie, delle conoscenze e dei criteri progettuali disponibili in quel momento. Non significa automaticamente che oggi sia poco sicura o non conforme. Significa però che, se dovessimo costruirla oggi, potremmo fare scelte diverse.

Pensiamo per esempio ai sistemi di aspirazione. La progettazione contemporanea presta particolare attenzione al rischio di intrappolamento e non considera la sicurezza come caratteristica della singola griglia o presa, ma come risultato del funzionamento dell’intero sistema.

Prendiamo una piscina dotata di un’unica aspirazione sul fondo. La tentazione potrebbe essere quella di intervenire esclusivamente sulla griglia o sulla presa esistente. Ma se il problema riguarda la configurazione dell’aspirazione, la portata o il modo in cui il circuito è stato progettato, cambiare il componente visibile non modifica necessariamente il funzionamento del sistema.

Lo stesso ragionamento può valere per la circolazione dell’acqua. Una pompa più moderna può essere installata anche su una piscina datata, ma una pompa nuova non cambia automaticamente posizione e dimensionamento delle tubazioni, delle bocchette o delle aspirazioni esistenti.

In altre parole: possiamo avere componenti nuovi inseriti all’interno di un progetto vecchio.

Se una verifica evidenzia una criticità che nasce proprio da come è stato concepito l’impianto, sostituire un singolo elemento può quindi non risolvere il problema alla radice.

Il rifacimento permette invece di cambiare prospettiva: non adattare il vecchio progetto alle nuove esigenze, ma progettare nuovamente il sistema partendo da ciò che sappiamo e possiamo realizzare oggi.

4. Quando gli adeguamenti diventano una spesa ricorrente

Un intervento costa meno di un rifacimento completo. Ma cosa succede quando agli interventi iniziano ad aggiungersene altri?

La valutazione economica non dovrebbe considerare soltanto il prossimo preventivo, ma anche ciò che presumibilmente sarà necessario fare negli anni successivi.

Pensiamo a una piscina di venticinque anni. Tre anni fa è stata sostituita la pompa. L’anno successivo è stato necessario intervenire sul rivestimento. Oggi compare una perdita nelle tubazioni e durante la verifica emerge che anche il sistema di filtrazione è ormai datato.

Preso singolarmente, ogni intervento può essere perfettamente giustificabile.

Guardandoli insieme, però, emerge un dubbio diverso: quanto abbiamo già investito per mantenere il progetto originale e quanto dovremo ancora investire?

C’è poi un altro costo spesso sottovalutato: quello dei ripristini.

Se oggi apro una parte della pavimentazione per raggiungere una tubazione e tra tre anni devo aprirne un’altra per un problema differente, non sto pagando soltanto due interventi tecnici. Sto pagando due cantieri, due demolizioni e due ripristini.

Il risultato può essere una piscina composta progressivamente da elementi appartenenti a generazioni diverse, sulla quale continuiamo a investire senza aver mai affrontato il sistema nel suo complesso.

In questi casi vale la pena confrontare due scenari:

quanto costa risolvere il problema di oggi?

quanto potrebbe costare portare questa piscina nelle condizioni in cui voglio trovarla fra dieci anni?

Sono due domande molto diverse. Ed è la seconda che può rendere il rifacimento completo della piscina un investimento più interessante rispetto alla somma di numerosi interventi.

5. Quando stai spendendo per una piscina che oggi non costruiresti più

Se oggi dovessi costruire nuovamente la tua piscina, la faresti esattamente così?

Se la risposta è sì, preservare quanto più possibile della struttura esistente può avere senso.

Se la risposta è no, invece, occorre chiedersi perché investire cifre importanti per riportare in efficienza una piscina che, al termine dei lavori, continuerà a essere diversa da quella che desideriamo.

Facciamo un ultimo esempio. Hai una piscina costruita vent’anni fa, molto profonda, alla quale si accede esclusivamente tramite una scaletta. Oggi la utilizzi soprattutto per rilassarti e vorresti un ingresso più comodo e una zona nella quale poter sostare senza essere completamente immerso.

Nel frattempo, però, devi già affrontare un intervento importante sull’impianto e rifare il rivestimento.

Puoi scegliere di sistemare ciò che non funziona e ritrovarti con la stessa piscina di prima, semplicemente rinnovata.

Oppure puoi utilizzare quel cantiere per chiederti come dovrebbe essere la piscina che vuoi utilizzare nei prossimi vent’anni.

Un altro caso frequente riguarda le dimensioni e la gestione: una grande vasca progettata quando la famiglia utilizzava quotidianamente la piscina potrebbe oggi risultare impegnativa da mantenere rispetto all’uso reale. Se sono già necessari importanti lavori tecnici, il progetto può essere ripensato anche in funzione delle nuove necessità.

Il rifacimento può quindi trasformare una necessità tecnica nell’occasione per ripartire da un progetto nuovo.

Non significa necessariamente demolire tutto ciò che esiste, ma valutare cosa ha senso conservare e utilizzare la struttura recuperabile come punto di partenza, anziché come limite al nuovo progetto.

Adeguamento o rifacimento?

Quando si interviene su una piscina esistente siamo naturalmente portati a pensare che conservare di più significhi spendere meno.

Non è sempre così.

Una struttura recuperabile ha un valore e sarebbe poco sensato demolirla senza motivo. Ma anche adattare a tutti i costi ciò che esiste può generare lavori complessi, compromessi progettuali e ulteriori interventi negli anni successivi.

Per questo la decisione dovrebbe essere presa soltanto dopo aver valutato almeno tre elementi:

  • quanto è esteso l’intervento necessario oggi;
  • quali componenti della piscina rimarrebbero comunque datati;
  • quanto il risultato finale sarebbe vicino alla piscina che costruiremmo partendo da zero.

Un modo molto concreto per ragionarci è immaginare due preventivi, anche quando inizialmente pensiamo di voler soltanto riparare.

Il primo risponde alla domanda: quanto costa risolvere le criticità che abbiamo individuato?

Il secondo: quanto costa utilizzare questo intervento come punto di partenza per rifare la piscina nel suo complesso?

Solo mettendo a confronto i due scenari possiamo capire quanto stiamo effettivamente risparmiando con l’adeguamento e, soprattutto, cosa avremo ottenuto alla fine dei lavori.

Più aumenta la distanza tra piscina esistente e risultato desiderato, più diventa interessante confrontare seriamente l’adeguamento con un rifacimento complessivo.

Rifare una piscina in cemento

Rifare completamente una piscina non significa semplicemente eseguire più lavori di ristrutturazione.

Vuol dire tornare a ragionare da progettisti.

Occorre comprendere la struttura esistente, individuare ciò che può essere recuperato, valutare impianti e collegamenti e successivamente progettare ciò che dovrà sostituirli.

È qui che l’esperienza nella costruzione di piscine interrate in cemento armato diventa particolarmente importante.

Una vasca in cemento che presenta una struttura ancora valida, per esempio, potrebbe consentire di conservare parte dell’opera esistente e concentrare il nuovo progetto su ciò che realmente deve essere rifatto. In altri casi, invece, modifiche effettuate negli anni, condizioni della struttura o portata degli interventi necessari possono rendere più razionale una trasformazione radicale.

S.A. Piscine non interviene soltanto sulla piscina esistente: realizza piscine interrate partendo dal progetto e seguendone la costruzione. Questo permette di affrontare un rifacimento con una domanda diversa rispetto alla semplice riparazione: se questa piscina dovessimo costruirla oggi, come la faremmo?

La risposta può portare a conservare una parte importante dell’opera esistente oppure a scegliere un intervento più radicale.

L’importante è che sia il progetto a determinare cosa conservare, e non il contrario.

Prima di spendere per adeguare, valuta quanto vale ciò che stai conservando

Non ogni piscina datata deve essere rifatta e non ogni criticità richiede un intervento radicale.

Ma quando gli adeguamenti iniziano a coinvolgere più sistemi, richiedono opere invasive oppure si aggiungono a lavori già effettuati negli anni precedenti, continuare a intervenire un pezzo alla volta non è necessariamente la scelta più conveniente.

Prima di decidere, S.A. Piscine può aiutarti a valutare la piscina esistente e confrontare le possibilità di intervento.

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